Atalanta-Verona 0-2: come l’Allievo Juric ha battuto il Maestro Gasperini

Perlopiù grazie alla tenuta dei gialloblù nei duelli individuali e a una migliore freschezza atletica

L’anticipo di sabato sera tra Atalanta e Verona è stato sicuramente uno dei match più interessanti di questa nona giornata di Serie A. Il motivo va ricercato nell’assoluta specularità tra i moduli e le tattiche adottate dalle due squadre, benché la cosa fosse ben prevedibile. Ivan Juric, ad ogni incrocio con Gian Piero Gasperini, non perde mai l’occasione di ricordare quanto questi sia il suo mentore assoluto da quando ha iniziato ad allenare. «A livello calcistico molti dicono di ispirarsi a tanti allenatori o che ogni allenatore gli abbia dato qualcosa. Io ho preso solo da Gasperini».

Nell’iniziale fase di studio si sono visti gli elementi alla base dei sistemi di gioco delle due squadre: pressione sulla costruzione dal basso avversaria, ricerca dell’anticipo alto, manovra che parte dalle fasce per poi accentrarsi e marcatura a uomo. In quest’ultima, l’interpretazione del Verona è stata più radicale. Ciò si spiega sia come contromisura alla qualità del trio d’attacco atalantino, formato da Papu Gómez, Josip Ilicic e Duván Zapata, che per gestire i loro movimenti a tutto campo: ad esempio, Ilicic si accentrava per permettere a Zapata di allargarsi a sinistra, dove si potevano sfruttare meglio le sue doti in progressione servendolo nello spazio.

28 November 2020. ANSA/PAOLO MAGNI

Per buona parte del primo tempo, però, all’Atalanta sono mancate le rifiniture e molto si deve all’asfissiante marcatura su Gómez di Pawel Dawidowicz. Più volte si è visto il polacco seguire il Papu fino alla trequarti avversaria con un’andatura incerta, più simile ad un cestista che ad un calciatore di Serie A. Ciò nonostante è riuscito a limitarlo egregiamente, dimostrando di avere la sicurezza necessaria perché Juric lo consideri una valida alternativa nella sua difesa a tre. Un altro duello individuale è stato quello tra Zapata e Matteo Lovato, e anche questo ha visto prevalere il difensore sull’attaccante. I suoi mezzi fisici hanno retto l’urto e non gli hanno mai permesso di girarsi verso la porta.

Non riuscendo ad avere la meglio in nessun uno contro uno, per rendersi pericolosa l’Atalanta doveva puntare sui recuperi alti, fondamentali in cui è al primo posto nel campionato (10.67 per 90 minuti). Da uno di questi, dovuto a una pressione di Gómez su Faraoni, è nata la maggiore occasione del primo tempo, che ha portato a un tiro smarcato di Ilicic a 17’.

Un possibile momento decisivo è stato l’infortunio muscolare di Lovato a 31’: ciò ha costretto Juric a spostare Dawidowicz su Zapata e a dirottare il neo entrato Andrea Danzi, un centrocampista, su Gómez. La sua marcatura, molto più permissiva, ha dato finalmente luce al Papu e reso al contempo meno stringenti le spaziature difensive del Verona. Nell’Atalanta si sono attivati gli inserimenti dei laterali, in particolare la catena di sinistra formata da Johan Mojica e Remo Freuler. Il Verona è arrivato comunque indenne all’intervallo, durante il quale Juric ha deciso di porre subito fine alla partita di Danzi, riequilibrando lo schieramento con l’ingresso di Miguel Veloso.

28 novembre 2020. ANSA/PAOLO MAGNI

Nei primi quindici minuti della ripresa entrambe le squadre hanno prodotto il loro massimo sforzo offensivo. L’Atalanta ha costretto Marco Silvestri ad almeno tre interventi provvidenziali, sebbene queste situazioni abbiano un comune denominatore: sono tutte nate dagli sviluppi di palle inattive. Per il resto l’impianto difensivo del Verona, con l’uscita di Danzi, ha recuperato stabilità, tornando a limitare Gomez grazie al lavoro di Adrien Tameze. L’inserimento di Veloso ha permesso inoltre di verticalizzare con maggiore efficacia in fase di uscita, cosa che era mancata nel primo tempo.

In una di queste azioni di alleggerimento del Verona, la palla è arrivata a Mattia Zaccagni, triplicato da Marten De Roon, Rafael Toloi e Hans Hateboer, scelta sistematica dell’Atalanta per limitare la maggiore minaccia alla loro difesa. Qui Zaccagni ha confermato la sensazione di essere entrato nel picco della carriera: dopo aver superato agilmente Toloi e Hateboer, serve l’accorrente Federico Dimarco, anticipando l’intervento di De Roon di una frazione di secondo. Subito si inserisce in area, nello spazio lasciato libero proprio da Toloi, scivolato in occasione del precedente dribbling. Dimarco lo trova con un tempismo eccellente e Zaccagni, leggermente defilato a sinistra, non fa altro che proteggere la sfera con il corpo, in attesa del maldestro rientro di Toloi, che provoca il rigore poi trasformato da Veloso.

Va detto che sul rigore calciato da Veloso avrebbe potuto fare gran poco

Il vantaggio del Verona, oltre a rompere l’equilibrio nel punteggio, ha provocato un crollo di intensità nell’Atalanta. Di colpo, le energie spese in settimana per trionfare ad Anfield Road hanno fattio avvertire il loro peso; il Verona invece non è calato nel ritmo e ha potuto gestire con meno ansia la pressione avversaria. La scelta di Gasperini di sostituire l’intero trio offensivo ha aiutato molto: a parte un colpo di testa alto di Luis Muriel, i nuovi ingressi si sono rivelati poco incisivi, soprattutto Sam Lammers e Amad Diallo. A sorpresa, Juric ha effettuato mosse analoghe al suo mentore, inserendo pure lui tre attaccanti nell’ultima mezz’ora: Ebrima Colley, Eddie Salcedo e Andrea Favilli (peraltro entrato al posto dell’infortunato Federico Ceccherini). Così facendo ha tenuto alto il pressing e disturbato la costruzione dal basso dell’Atalanta.

28 November 2020. ANSA/PAOLO MAGNI

La migliore tenuta fisica del Verona ha permesso di tenere alta la soglia dell’attenzione durante gli ultimi tentativi avversari, limitando le iniziative lungo le corsie laterali e costringendoli a una sterile occupazione degli spazi centrali, in attesa di recuperare palla e innescare rapide transizioni offensive. Come quella condotta a 84’ da Veloso, che dimostra come anche nel calcio ipercinetico attuale sia comunque importante rallentare il ritmo, quel tanto che basta per scegliere la migliore linea di passaggio durante un contropiede. In un primo momento Veloso sembra voler mandare in porta Favilli, poi ferma brevemente la sua avanzata. Così non perde un tempo di gioco, ma dà a Zaccagni il tempo di allargarsi sulla fascia sinistra e di tagliare verso l’area dal lato cieco di Toloi, che ancora una volta si perde la sua marcatura. Appena lo vede scattare, Veloso è già pronto a servirgli l’assist, che Zaccagni concretizza dopo un pregevole controllo.

Il 2-0 finale del Gewiss Stadium ha decretato la vittoria dell’allievo, Juric, sul maestro, Gasperini. Il che non implica ovviamente un passaggio di consegne tra le loro squadre; il divario tecnico per ora rende impensabile questa eventualità. Lo stesso Juric, punzecchiato nel post partita sulle possibili ambizioni europee del Verona, è stato molto chiaro. «L’obiettivo resta la salvezza. Se non avessimo venduto giocatori e ci fossimo rinforzati di più sarebbe stato un altro discorso», e aggiunge, «Tutti hanno dimostrato grande abnegazione, ma il livello di gioco non è quello dello scorso anno». In effetti si sente la mancanza di un centrocampista fisicamente dominante come Sofyan Amrabat ma, al netto del disappunto di Juric, l’impianto del Verona non sembra aver risentito granché dei grandi cambiamenti avvenuti in sede di mercato e dei numerosi infortuni che ne stanno falcidiando la rosa. Tutti gli uomini scesi in campo hanno dimostrato di aderire al sistema di gioco voluto dall’allenatore, che durante la partita coordina ogni singolo movimento. Pare quasi che Juric li guidi con un joypad, con cui seleziona chi deve muoversi e cosa deve fare, senza smettere di tenere premuto il tasto per il pressing.

Sad Gasp moments. 28 November 2020. ANSA/PAOLO MAGNI

Quanto all’Atalanta, sicuramente lo sforzo fisico e mentale per battere il Liverpool in Champions League ha prodotto i suoi strascichi, così come la necessità di risparmiare qualche energia per la partita di martedì prossimo contro il Midtjylland, da vincere a tutti i costi. Questo può spiegare la scelta di far riposare il trio Gomez-Ilicic-Zapata per buona parte del secondo tempo. In questa stagione, giocando sempre una partita ogni tre giorni, gestire le energie non è semplice, e in molti se ne stanno lamentando. Anche Gasperini ne è consapevole. «Abbiamo perso alcuni giocatori dopo la sosta nazionali, altri (Zapata, ndr) li abbiamo ritrovati non al meglio. In attacco eravamo stanchi per colpa della gara con il Liverpool, e anche il Covid ci ha penalizzato. Infine, è difficile giocare contro il Verona, ti aggredisce in tutte le zone del campo». Servirà trovare la migliore condizione, sia per superare il girone di Champions League che per riprendere lo slancio in campionato, dove la vittoria manca da tre giornate. Si prospetta un dicembre molto intenso per l’Atalanta, il cui esito potrà legittimarne il ruolo di elité del nostro campionato.

Pubblicato da Filippo Errico Verzè

Credo ferventemente che i sogni infantili si possano avverare. Il mio era, ed è, fare giornalista sportivo, all’incirca da quando ho capito di essere troppo scarso per fare il calciatore. Che altro? Ci sarebbe una conoscenza quasi enciclopedica dei Simpson, Griffin e affini, e la ferma convinzione che un live degli Swedish House Mafia non abbia nulla da invidiare ad un concerto di Mozart.

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