Nba, si riparte il 22 dicembre: subito derby di L.A. e Durant contro Golden State

Torna la Nba il 22 dicembre: subito Lakers-Clippers. Esordio di Durant a Brooklyn contro i “suoi” Warriors. Mercato nel vivo: scambio Westbrook-Wall, i Thunder smantellano ma accumulano scelte, ad Est occhio ad Atlanta

Era l’11 ottobre quando si è chiusa l’esperienza della Bolla di Orlando. L’atto conclusivo è stata la gara 6 di Finals con cui i Los Angeles Lakers, grazie anche alla tripla doppia di LeBron James, hanno neutralizzato i Miami Heat, ritrovando il titolo dopo dieci anni. Adesso è già il momento di pensare alla prossima stagione, di 72 partite (senza contare i playoff), dopo la post season più corta nella storia dello sport americano. Si comincerà il 22 dicembre e apriranno due sfide molto interessanti.

Ci eravamo lasciati così

Nella prima i Brooklyn Nets ospiteranno i Golden State Warriors e, soprattutto, faranno esordire Kevin Durant, firmato nell’estate di un anno fa ma da allora rimasto fermo per recuperare dalla rottura del tendine d’Achille, patita alle Finals 2019. Quando vestiva proprio la casacca degli Warriors, allora il meglio che la lega avesse da offrire e che oggi sperano di tornare in qualche misura a quei fasti.

Stephen Curry è tornato a disposizione di coach Steve Kerr, dopo aver fatto anche lui da spettatore nella passata stagione. Mancherà invece l’altro Splash Brother, Klay Thompson, tradito come Durant dal tendine d’Achille, con l’aggravante di aver già trascorso un anno ai box dopo essersi rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro (sempre alle Finals 2019, la principale causa di sindrome da stress post-traumatico per ogni tifoso Warriors). Per il resto la squadra della Baia (da un anno non più a Oakland ma a San Francisco) potrà contare, oltre al rientrante Curry, su un lungo talentuoso come James Wiseman, seconda scelta all’ultimo draft, e sulla versatilità di Andrew Wiggins. Non saranno la superpotenza di due anni fa, ma nemmeno la squadra da “perdere e perderemo” dello scorso anno.

Giusto per ricordare cosa ci stiamo perdendo

All’atteso esordio di Durant in maglia Nets (ma potrebbe essercene un altro, clamoroso, sempre in quel di Brooklyn), seguirà il derby di Los Angeles tra Lakers e Clippers. Lì ci sarà anche la tradizionale cerimonia per consegnare l’anello ai campioni. I gialloviola potranno così sbeffeggiare i loro cugini, che molti davano per favoriti la passata stagione ma che si sono liquefatti nel momento decisivo.

Nuggets' reaction to going down 3-1 to the Clippers : denvernuggets
Con «liquefatti nel momento decisivo intendevo questo»

La qualità del roster dei Clippers darà comunque una chance di rifarsi e di porre fine all’epopea perdente che portano avanti da 50 di storia. Il maggiore scossone riguarda la panchina: dopo sette anni lascia Doc Rivers, al suo posto Tyrone Lue (coadiuvato da una team di cinque assistenti, tra cui Chauncey Billups e Kenny Atkinson). Dal mercato è arrivato Serge Ibaka, un lungo capace di difendere sia l’area che sugli esterni, cosa che fin qui mancava. Un ulteriore innesto nel reparto lunghi è quello di Nicolas Batum, oltre alla conferma di Marcus Morris Sr., cui si aggiunge l’ala Luke Kennard (15.8 punti di media lo scorso anno a Detroit). L’obiettivo, la posta massima, non è un sogno, ma una necessità: sennò c’è il rischio concreto che le due stelle, Kawhi Leonard e Paul George, esercitino a fine stagione l’opzione di uscita dal loro contratto. Che, tradotto, significherebbe dire addio per sempre a ogni velleità di gloria.

Non l’ha presa molto bene Beverley

I Lakers, giusto per far capire chi comanda in città, hanno anche strappato Montrezl Harrell ai cugini (miglior sesto uomo della scorsa stagione). Durante la off-season i gialloviola non si sono per niente adagiati sugli allori. Hanno sostituito Rajon Rondo (andato agli Atlanta Hawks) con Dennis Schroeder e sono arrivati Wesley Matthews e Marc Gasol. Ma soprattutto Anthony Davis non ha fatto scherzi e ha rinnovato il contratto: per lui 190 milioni di dollari in 5 anni. LeBron intanto ha accettato un’estensione fino al 2023 (85 milioni in 2 anni). Rispetto all’anno scorso, ci sono molti meno dubbi su chi sia la squadra da battere.

Rockets trade Russell Westbrook to Wizards in exchange for John Wall:  reports | Fox News

Quanto al resto della lega, c’è stato qualche cambiamento. Non siamo certo ai livelli dell’estate 2019, ma qualcosa è comunque successo. Notizia freschissima lo scambio di playmaker tra gli Houston Rockets e i Washington Wizards: Russel Westbrook andrà nella capitale a dispensare atletismo e pessime gestioni dei possessi finali, mentre John Wall (fermo da dicembre 2018) sarà la nuova spalla di James Harden (forse).

Parlando sempre di playmaker, Jrue Holiday si è accasato ai Milwaukee Bucks, che sperano basti per dare a Giannis Antetokounmpo una squadra realmente da titolo. Di sicuro lo sarebbe stata con la firma, data per certa, di Bogdan Bogdanovic, che a sorpresa ha preferito gli Atlanta Hawks.

Per Trae Young è ora di fare un passo ulteriore in avanti

La squadra della Georgia si prospetta come la più eccitante della stagione che verrà. Rajon Rondo e Danilo Gallinari gli altri innesti a un gruppo pieno di giovani talentuosi, in cui spiccano John Collins e soprattutto Trae Young. Per un posto ai playoff, meglio tenerli in considerazione, visto anche il livello non eccelso della Eastern Conference.

Chiudo con gli Oklahoma City Thunder. In questa breve off-season hanno perso Chris Paul (andato a Phoenix, stesso discorso di Atlanta), Steven Adams (andato a New Orleans) e i già citati Gallinari e Schroeder. Bleacher Report, nel suo pagellone al mercato Nba, gli ha dato A+. Un motivo c’è. I Thunder sono riusciti ad accumulare 17 (!) scelte al primo giro del Draft per i prossimi sei anni. Queste potranno tradursi in giovani talenti o, più probabile, in pedine di scambio per eventuali trade. Il GM Sam Presti ha capito che era il caso di rinnovare e ha voluto esagerare; l’unica cosa che gli si può imputare è essersi accollato Al Horford, ma nulla vieta di pensare che verrà coinvolto in qualche altro movimento. In cambio di cosa, però? Ovviamente di altre scelte!  

Pubblicato da Filippo Errico Verzè

Credo ferventemente che i sogni infantili si possano avverare. Il mio era, ed è, fare giornalista sportivo, all’incirca da quando ho capito di essere troppo scarso per fare il calciatore. Che altro? Ci sarebbe una conoscenza quasi enciclopedica dei Simpson, Griffin e affini, e la ferma convinzione che un live degli Swedish House Mafia non abbia nulla da invidiare ad un concerto di Mozart.

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