Protagonisti: Giacomo Raspadori

Il talentuoso attaccante classe 2000 del Sassuolo che sta facendo vedere grandi cose anche in nazionale U21 (tempo di lettura: 4 minuti)

Bentivogliese, 20 anni, 172 centimetri di altezza, baricentro basso e gran primo controllo del pallone. Questo è Giacomo Raspadori, uno dei talenti italiani che nella stagione 2020/2021 sta dando mostra delle sue qualità, dopo aver collezionato 11 presenze nello scorso campionato, 2 da titolare per un totale di 264 minuti giocati, e aver realizzato 2 gol: uno a Roma contro la Lazio (partita poi vinta 1 a 2), l’altro in casa nella vittoria per 5 a 0 contro il Genoa.

Quest’anno la partenza è stata ben diversa. Non ha ancora trovato il gol, ma nelle prime 11 giornate di campionato ha già giocato 418 minuti, partendo titolare ben 4 volte e subentrando in altre 4. Al 20 settembre il giovane bolognese non era altro che la seconda scelta di De Zerbi per l’attacco del suo Sassuolo: Francesco ‘Ciccio’ Caputo gli garantisce continuità ed esperienza come nessun altro in rosa. I primi minuti Giacomo li gioca da centrocampista contro il Bologna alla quarta giornata, senza mai essere quindi l’unica punta in campo. Tuttavia, nonostante egli stesso si ritenga un attaccante, in mezzo al campo fa bene e viene confermato, questa volta titolare, contro il Torino al fianco di Maxime Lopez (classe ’97) e Manuel Locatelli (classe ’98). Questa volta gioca un’ora e viene sostituito da Bourabia perché il Torino sta conducendo per 0 a 1 e serve una svolta, che arriverà portando a un 3 a 3, firmato dal solito Caputo. Il Sassuolo ha totalizzato 11 punti nelle prime 5 partite, ma ora c’è il Napoli ad aspettarlo al San Paolo, e il bomber neroverde si è procurato una lesione muscolare che lo lascerà fuori per qualche giorno. Ecco l’occasione che Giacomo stava aspettando: titolare al centro dell’attacco, supportato ai lati da Boga e Traorè, sul palcoscenico Partenopeo. Raspadori gioca bene, gioca per la squadra, non segna ma fa girare bene i compagni smistando palloni con precisione e subendo falli. Resta in campo quasi per 90 minuti. Contro l’Udinese torna Caputo titolare e gioca una manciata di minuti, mentre parte ancora da titolare contro l’Hellas Verona. Cerca di replicare la prestazione di Napoli, riuscendoci però solo in parte. Contro l’Inter nulla può contro De Vrij, Bastoni e Skriniar. L’ultima presenza, a oggi, è stato contro il Benevento in cui ha svolto egregiamente il compito di unico attaccante che deve tenere il pallone lontano dalla propria metà campo. Soprattutto grazie al portiere Consigli, ma anche all’attaccante classe 2000, il Sassuolo è riuscito a vincere pur giocando per quasi un tempo intero con un uomo in meno.

Dinamicità, rapidità, esplosività, dominazione del pallone, visione di gioco, sono alcune delle caratteristiche che stanno emergendo dalle prestazioni in campo di questo ragazzo. Un allenatore innovativo e attento al talento come De Zerbi ha già visto in lui delle capacità che pochi calciatori hanno. Ha il fisico di un’ala, o di un trequartista, ma ha l’istinto dell’attaccante. Con la nazionale U21 di Nicolato ha già segnato 2 reti in appena 4 presenze, testimonianza del fatto che sa far gol. Ma un giocatore che sa far girare bene il pallone, dalle capacità tecniche non trascurabili, non può avere tra le corde un solo ruolo e questo De Zerbi lo ha capito. Centrocampista di spinta, esterno nel terzetto dietro la punta in un 4-2-3-1, o in un banale 4-3-3, e anche l’incursore sono tasselli che si stanno formando in Raspadori con la casacca neroverde, e che poi andranno a comporre il mosaico di uno splendido talento tutto italiano.

I primi calci Giacomo li tira nel Progresso, piccola squadra vicino a Bentivoglio, e il primo provino per entrare nelle giovanili del Sassuolo lo sostiene nel 2009. Sempre supportato dalla famiglia, segna molto e si fa notare: le prime esperienze in nazionale arrivano già con l’Under 16, e intanto studia al Liceo Scientifico. Viene chiamato più volte dalla Primavera neroverde nonostante fosse sotto età, e la prima da titolare con la prima squadra arriva in Coppa Italia contro il Perugia (che terminerà con il passaggio del turno degli umbri). Lo chiamano ‘Jack’ nello spogliatoio, e qualcuno lo paragona per caratteristiche ad Antonio ‘Totò’ Di Natale: bomber brevilineo che a stento raggiungeva il metro e 70 di altezza ma che con la maglia dell’Udinese è riuscito a segnare 191 gol in serie A. Lui dice di ispirarsi a Sergio ‘El Kun’ Aguero, l’attaccante argentino del Manchester City che ha fatto dell’esplosività e del tiro le sue armi micidiali. «Il suo modo di giocare mi fa impazzire» ha ammesso Raspadori, che per avvicinarsi a quei livelli dovrà ancora lavorare molto, in particolare sulla concretezza sotto porta e i movimenti senza palla. Non sono certo cose che si imparano da un giorno all’altro. Ci vuole impegno e costanza, oltre che a un ambiente sano dove poter sbagliare.

Pubblicato da Enrico Spaccini

Aspirante giornalista, scrivo di ciò che attira la mia attenzione. Sempre alla disperata ricerca di continuità e stabilità.

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