Tutto quello che (non) volevate sapere sulla scherma

Salve a tutti, mi chiamo Maria Tornielli. Di solito nel mio blog Fatti disarmanti mi occupo di guerra e commercio internazionale delle armi. Ho un insospettabile passato come schermitrice, quindi oggi vi parlerò dell’arma bianca.

Pensando all’Italia, a nessuno viene in mente la parola “scherma”. Come è naturale: non è uno sport diffuso, non è nemmeno fra i primi 25 praticati nel nostro Paese. Eppure, è una delle discipline in cui l’Italia ha più successo nelle grandi competizioni internazionali. Purtroppo, negli ultimi giorni se ne è parlato solo in relazione a fatti poco piacevoli, come le polemiche sulla multa all’atleta paralimpica Bebe Vio e il tampone positivo del campione di sciabola Aldo Montano.

La scherma è però anche uno sport capace di regalare grandi emozioni, non solo per gli addetti ai lavori. Guardare un assalto – ovvero uno scontro fra due schermidori – significa entrare nella tensione del duello, cercare di seguire con gli occhi le spade che si incrociano, in una danza fatta di finte e scatti, attese e rimonte.

Ad alcuni può piacere il fioretto, l’arma che viene messa in mano ai bambini quando iniziano a tirare di scherma. Estremamente tecnico, il fioretto ha delle regole più stringenti rispetto alle altre armi: si può colpire solo di punta e solo sul torace. Quando le stoccate dei duellanti vanno a segno contemporaneamente, il punto viene assegnato in base ad una serie di regole (ha ragione, ad esempio, chi è partito prima in attacco o chi è riuscito a parare e rispondere). Questo comporta che gli assalti di fioretto siano continuamente interrotti da una serie di contestazioni e ricorsi all’arbitro. Ciò rende il fioretto talvolta un po’ estenuante per gli spettatori. Ma è anche l’arma che ha regalato all’Italia alcuni dei suoi più grandi schermidori, soprattutto in campo femminile. Basti pensare alle Olimpiadi di Londra del 2012, in cui il podio per il fioretto fu occupato da tre atlete italiane: l’oro a Elisa Di Francisca, l’argento ad Arianna Errigo e il bronzo a Valentina Vezzali. Quest’ultima, oltre ad essere una leggenda, è sempre stata un’atleta straordinaria da guardare, con le sue impossibili rimonte dell’ultimo minuto.

Valentina Vezzali rimonta all’ultimo ai quarti di finale dei mondiali di Catania, 2011.

Anche la sciabola è un’arma complicata, ma fatta di ritmi ancora più veloci. Si può colpire di taglio oltre che di punta su tutta la metà superiore del corpo (testa e braccia comprese, quindi). Come nel fioretto, anche qui vale la convenzione. Ma gli assalti di sciabola sono più aggressivi, scanditi da fendenti rapidissimi.

La vittoria di Aldo Montano alle Olimpiadi di Atene 2004

E infine arriviamo alla spada, l’arma dalle regole più semplici: si tocca di punta e si tocca su tutto il corpo. Gli assalti di spada sono i più immediati da seguire, ma quelli talvolta più sorprendenti, con le armi che si incrociano e vanno a segno dappertutto.

Finale di spada a squadra fra Italia e Francia agli Europei, 2016

Poco conosciuta, poco diffusa, un’aura un po’ sgradevole di elitismo. Ce ne sarebbero di ragioni per ignorarla, la scherma. Ma perché dovremmo, quando è così semplice amarla?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: