Becky Hammon è la prima donna capo allenatrice in Nba

Durante San Antonio Spurs – Los Angeles Lakers, ha guidato i texani al posto di coach Popovich, espulso nel primo tempo

Sulla sirena finale del 2020, si è scritta una pagina molto importante per la Nba e per tutto il mondo sportivo in generale. Il 30 dicembre Becky Hammon è diventata la prima donna ad allenare una squadra della massima lega cestistica. Durante la partita di regular season tra i suoi San Antonio Spurs e i Los Angeles Lakers (vinta dai gialloviola 121-107), ha preso il posto di coach Gregg Popovich, espulso per fallo tecnico a 3:56 minuti dalla fine del secondo quarto, dopo aver protestato per un fallo non assegnato. «Mi ha indicata, il momento era arrivato», racconta Hammon, «Mi ha detto “Ora sono tuoi” e basta. Molto da Pop».

Esordisce così: «Per me è stata una partita come le altre, si tratta di fare in modo che i ragazzi siano nei posti giusti, motivarli, provare a eseguire il piano partita e fare tutto quello che ci siamo detti in allenamento. Soprattutto, mi sarebbe piaciuto andare via con una vittoria».

Hammon, 43 anni e nativa di Rapid City (South Dakota) fa parte dello staff tecnico degli Spurs dal 2014, dopo 15 anni di carriera da cestista. In WNBA, è stata sei volte All-Star con le New York Liberty e le San Antonio Silver Star. Per lei anche una stagione nella A1 femminile italiana, con la canotta della Risto3 Rovereto. «Hammon ha giocato eccome, e ogni giocatore che conosce la storia del basket femminile sa quanto lei sia importante per questo sport», ha detto DeMar DeRozan, guardia degli Spurs, «Lei è una di noi. Quando parla, noi siamo tutt’orecchi». Quando si è trattato di assumerla come assistente allenatrice, coach Popovich non ha avuto alcun dubbio. «Tutto è cominciato quando l’ho vista giocare (alle San Antonio Silver Star, dal 2007 al 2013, ndr), era una leader nata», e aggiunge, «Ha un talento innato per il gioco, conosce tutto quello che serve per essere una grande coach in questa lega».

San Antonio Spurs Hire Becky Hammon as First Female Full-Time NBA  Basketball Coach | Glamour

Una prima possibilità per Hammon era arrivata nel novembre 2019, contro i Portland Trail Blazers, anche in quel caso per via di un’espulsione di Popovich. Allora aveva diretto la squadra assieme al resto dello staff tecnico, ma il ruolo di allenatore capo era andato a Tim Duncan, per ammissione dello stesso Pop. Contro i Lakers, invece, il comando è spettato a lei. Alla fine gli Spurs hanno ceduto ai campioni uscenti, ma Hammon è soddisfatta della prestazione. «I ragazzi hanno reagito bene, siamo riusciti a rientrare in partita in più occasioni. D’altronde, sono abituati a sentire la mia voce in allenamento». Non sono mancati i complimenti degli avversari, su tutti LeBron James (che nella stessa partita ha tagliato il traguardo delle 1000 partite consecutive in doppia cifra di punti). «Oggi ha potuto fare il grande salto e mostrare i frutti del suo lavoro e il suo talento, che già aveva come giocatrice». Il coach dei Lakers, Frank Vogel, pronostica un futuro da capo-allenatrice nella Nba. «Se è qui, c’è una ragione: tutti la rispettano enormemente a livello professionale».

«È un momento importantissimo per me», ha detto Hammon nel post partita, «Faccio parte del mondo Spurs da 13 anni ormai. Qui ho investito molto del mio tempo e loro ne hanno investito altrettanto su di me, per rendermi un’allenatrice di alto livello». Così, è riuscita ad avere un ruolo di pioniere del genere femminile nello sport maschile. Ne è consapevole, ma per lei c’è comunque qualcosa che manca, in questa serata storica: «Non mi sarebbe dispiaciuto lasciare il parquet con una vittoria».

Pubblicato da Filippo Errico Verzè

Credo ferventemente che i sogni infantili si possano avverare. Il mio era, ed è, fare giornalista sportivo, all’incirca da quando ho capito di essere troppo scarso per fare il calciatore. Che altro? Ci sarebbe una conoscenza quasi enciclopedica dei Simpson, Griffin e affini, e la ferma convinzione che un live degli Swedish House Mafia non abbia nulla da invidiare ad un concerto di Mozart.

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