Il ritorno di re Roger, «Il ritiro non è mai stata un’opzione, credetemi»

Federer è tornato in campo dopo oltre un anno dall’infortunio al ginocchio. La classe è sempre la stessa ma lo stato di forma è ancora da recuperare. L’appuntamento con Wimbledon si avvicina

Trentanove anni e non sentirli. Roger Federer è tornato a calcare i palcoscenici del tennis internazionale e lo ha fatto a Doha. Nel torneo Atp 250 del Qatar il campione svizzero ha fatto il suo esordio dopo oltre un anno di stop forzato. L’infortunio al ginocchio, l’operazione chirurgica e il lento recupero hanno segnato negativamente la sua stagione 2020. L’abbandono della scena gli è costato la perdita di tre posizioni nel ranking mondiale. Dalla posizione numero tre è sceso fino alla numero sei, decretata pochi giorni fa, l’8 marzo. Ora lo svizzero è determinato più che mai a scalare la vetta come ai vecchi tempi. I dati anagrafici, però, non sono dalla sua parte, ora che si deve confrontare con tennisti sempre più giovani e talentuosi. «È stato un lungo e difficile percorso per me, un’enorme sfida nella mia carriera. Non è affatto semplice tornare in campo alla mia età», ha affermato Roger.

Roger Federer

Atp 250 Doha – Il percorso di rientro di Federer è cominciato con un bye ai sedicesimi di finale. Allo step successivo si è scontrato con Daniel Evans. Il britannico, n. 28 Atp, gli ha creato più di qualche difficoltà, portando il match fino al terzo set. L’equilibrio ha lasciato poi spazio alla classe innata dello svizzero che ha strappato il pass per il turno con il punteggio di 7-6 3-6 7-5. La bella parentesi, però, si è interrotta bruscamente ai quarti di finale. Il georgiano Nikoloz Basilashvili, n. 42 Atp, ha sconfitto l’ex numero uno del mondo in tre set per 3-6 6-1 7-5. Un match vinto in rimonta in un ora e 50 minuti di gioco. Scambi intensi, tanta corsa, colpi sopraffini. L’incontro è stato spettacolare da entrambe le parti. Federer dopo essere passato in vantaggio con la firma sul primo set, si è lasciato andare. Nel secondo parziale Basilashvili è stato incontenibile, sapendo sfruttare con intelligenza alcune defaillance dello svizzero. Il terzo e ultimo set è stato quello della verità. Molto equilibrato e adrenalinico. Il tennista di Basilea ha sprecato una grandissima chance di match point sul 5-4, 40-30 in risposta. Opportunità preziosa che però non è stata sfruttata. Il georgiano ha saputo recuperare ancora una volta con estrema freddezza, fino a chiudere definitivamente l’incontro in suo favore. Nonostante l’uscita di scena precoce, per Federer questo è stato un ottimo banco di prova e ritorno ad alti ritmi. L’avversario che ha avuto davanti non è stato dei più semplici. Anzi. Basilashvili ha dimostrato di essere uno sfidante ostico e in uno stato di forma idilliaco, tanto da arrivare in finale contro Roberto Bautista Agut e vincere il titolo di Doha.

Dati alla manoTredici lunghi mesi di assenza dal tennis giocato, 39 candeline, 21 anni di professionismo, 103 titoli in carriera e 54 finali disputate. Cifre impressionanti per il re dei record che non vuole smettere di siglarne di nuovi. C’è tempo per appendere la racchetta al chiodo e quel momento non è ancora arrivato. Roger ha intenzione di ritrovare la miglior forma in vista del suo torneo preferito, Wimbledon. Sarà necessaria una buona dose di pazienza per ritrovare la giusta confidenza con il campo e con le competizioni, ma il tempo per Federer non sembra essere un nemico. L’attuale n. 6 del mondo non ha comunque perso verve e stile, puri e cristallini come 20 anni fa. In così tanti anni di carriera ne ha fatta di strada. Impervia, ricca di ostacoli, eppure così bella e coronata di successi. Sei Australian Open, otto Wimbledon, cinque Us Open, un Roland Garros, per un totale di 20 Grandi Slam. A questo ricco palmarés si aggiungono più di cento titoli Atp, sei Tour Finals e quattro anni di fila conclusi in testa alla classifica Atp FedEx (2004-2005-2006-2007). Numeri da capogiro che lo incoronano come uno degli sportivi più vincenti di tutti i tempi.

Passato, presente e futuro – Un passato da incorniciare e un futuro da scrivere. Quel che resta è un presente ricco di buoni propositi e tanta voglia di ricominciare. «È stato fantastico essere tornato a giocare nell’Atp Tour, ho amato ogni singolo minuto in cui ho giocato a Doha. Ho deciso, però, di tornare ad allenarmi e di non partecipare al torneo di Dubai la prossima settimana», ha scritto Federer sul suo profilo Twitter.

Una scelta meditata assieme ai membri del suo team che lo hanno sempre seguito, passo dopo passo, dallo stop al graduale rientro. Le due operazioni in artroscopia al ginocchio e il conseguenziale recupero a 38 anni per l’elvetico hanno rappresentato un bel da farsi. È quindi meglio non correre rischi, prendersi del tempo e ritrovare il massimo della forma per competere. «Mi rendo conto che il ritorno in campo di un giocatore di quasi quarant’anni sia un fatto singolare, però il ritiro non è mai stata un’opzione, credetemi», ha raccontato Roger. «La priorità era tornare ad essere una persona sana. Voglio poter andare in bici, sciare, correre e giocare con i miei figli senza dolore. Non sentirmi un uomo rotto per me è importante. Riesco ad allenarmi tre ore e mezza al giorno per cinque giorni di fila». Ha scelto il Qatar per riprendere il ritmo partita in un torneo piccolo con poche pressioni. Scelta azzeccata. Ora è il momento di tornare ad allenarsi, programmare i prossimi appuntamenti, delineare la preparazione per la stagione sulla terra rossa prima e l’erba dopo.

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