Olimpia Milano-Bayern: un minuto per riassumere una serie

Milano ha avuto paura, ma ne è uscita indenne. Per le Final Four servirà qualcosa in più

La serie dei quarti di Eurolega tra l’Olimpia Milano di Ettore Messina e il Bayern Monaco di Andrea Trinchieri è già qualcosa for the ages per questa competizione. Cinque partite sempre equilibrate, ben più di quanto non dicessero i valori in campo. Per il Bayern sembrava fosse già tanto essere arrivati ai playoff, massimo risultato per una squadra fedele all’idea di basket collettivo del loro allenatore e del vice Adriano Vertemati (che ha lasciato un gran bel ricordo a Treviglio). Pur senza vere e proprie stelle, ma con ottimi elementi come Jaylen Reynolds e Vladimir Lucic, Milano ha dovuto sudare enormemente per arrivare alle Final Four di Colonia, le prime dopo 29 anni.

È stata una serie di parziali. In gara 1 Milano ha vinto sulla sirena dopo una rimonta dal -19. Il loro momentum favorevole è proseguito nel primo tempo di gara 2, poi il Bayern si è riavvicinato, ma senza ricambiare lo sfavore. Per loro si è trattato solo di aspettare il quarto finale di gara 4. Lì l’Olimpia, a lungo in controllo, è parsa cedere a livello mentale, credendo di aver risolto la pratica un po’ troppo prima del dovuto.

Non basta avere il Chacho Rodriguez, Kyle Hines, Gigi Datome, Shavon Shields e tutti gli altri per avere certezza di vittoria. Non a questi livelli né contro chi ha finito la regular season dietro di una posizione. L’ha spiegato bene Malcolm Delaney su Twitter:

In effetti uno scontro tra la quarta e la quinta del tabellone tende a essere un minimo equilibrato

Milano alla fine ha vinto sia perché superiore che grazie al lavoro di Messina, alla dodicesima Final Four della carriera. Per la prima volta da anni l’Olimpia non sembra solo un assemblaggio di grandi nomi, ma una squadra vera capace di adattarsi alle diverse situazioni della partita. Tuttavia, per non fare solo da comparsa a Colonia, servirà più continuità nei 40 minuti. Già partiranno da outsider: non può essere altrimenti contro Barcellona, Efes e Cska Mosca.

L’esatto momento in cui migliaia di milanesi hanno rivisto l’intera vita davanti ai loro occhi

Difficile pensare che qualcosa come l‘ultimo minuto di gara 5 gli verrà perdonato. Quei 50 secondi, iniziati con Milano avanti di 12 e chiusi da una stoppata di Hines su Baldwin IV per evitare il pari Bayern, sono dell’ottimo materiale per una sceneggiatura di David Lynch.

Beh non male

Lì l’Olimpia si è fatta sopraffare dalla paura, di fronte a un avversario con poco da perdere. Un elemento di continuità in questa serie, che l’ha resa drammatica e bellissima, per noi spettatori. Ma dovessi entrare nella mente di Messina, dubito sia della stessa opinione.

Pubblicato da Filippo Errico Verzè

Credo ferventemente che i sogni infantili si possano avverare. Il mio era, ed è, fare giornalista sportivo, all’incirca da quando ho capito di essere troppo scarso per fare il calciatore. Che altro? Ci sarebbe una conoscenza quasi enciclopedica dei Simpson, Griffin e affini, e la ferma convinzione che un live degli Swedish House Mafia non abbia nulla da invidiare ad un concerto di Mozart.

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