Europeo 2020, Gruppo E: tra stelle e outsider

Spagna, Svezia, Polonia e Slovacchia ai blocchi di partenza. Tutte vogliono brillare

Inizia oggi, lunedì 14 giugno, il sogno europeo del gruppo E. Spagna, Svezia, Polonia e Slovacchia sono pronte per portare a casa i primi punti fondamentali. Le furie rosse sono date come vincenti del girone secondo i principali bookmakers, ma non bisogna mai dare nulla per scontato. La Polonia, infatti, ha tutte le carte in regola per creare più di un problema agli iberici e si candida prepotentemente per la qualificazione agli ottavi di finale. Una squadra che negli anni è maturata, diventando sempre più solida in difesa e potendo contare, sin dai settori giovanili, su attaccanti di alto profilo.

Questo, inoltre, può essere definito anche come il girone delle assenze eccellenti. La Spagna, infatti, ha lasciato a casa i madridisti, Sergio Ramos su tutti, sollevando stupore e polemiche; la Svezia ha dovuto fare a meno dell’infortunato Zlatan Ibrahimovic, fermo ai box per una lesione al ginocchio; la Polonia a malincuore ha dovuto privarsi di due attaccanti di peso come Milik e Piatek, entrambi fuori dai giochi per seri infortuni. Due punte tanto letali nel gioco quanto fragili fisicamente, che verranno ottimamente rimpiazzate dal capitano e fuoriclasse, Robert Lewandowski.

SPAGNA – Ct. Luis Enrique 

Le furie rosse travolte dal Covid in pochi giorni. La nazionale spagnola ha comunicato che sono risultati positivi al Covid due giocatori, il capitano e centrocampista Sergio Busquets (Barcellona) e il difensore Diego Llorente (Leeds). Una notizia che crea del caos attorno alla competizione europea. I due calciatori hanno già lasciato il ritiro della Spagna mentre il ct Luis Enrique per cautelarsi ha convocato altri 17 giocatori. Rodrigo Moreno (Leeds), Pablo Fornals (West Ham), Carlos Soler (Valencia), Brais Mendez (Celta Vigo), Raul Albiol (Villareal) e Kepa Arrizabalaga (Chelsea), Alvaro Fernandez (Huesca), Oscar Mingueza (Barcellona), Marc Cucurella (Getafe), Bryan Gil (Siviglia), Juan Miranda (Betis), Gonzalo Villar (Roma), Alex Pozo (Eibar), Brahim Diaz (Milan), Martin Zubimendi (Real Sociedad), Yeremy Pino (Villareal) e Javi Puado (Espanyol). Un’intera seconda squadra a disposizione che si sta allenando in una “bolla” per far fronte ad eventuali altri casi di Covid. 

I tre volte campioni d’Europa (1964, 2008, 2012), arrivano ad Euro 2020 come favoriti per il passaggio del girone ma non per la vittoria finale. Le furie rosse nell’ultimo decennio hanno perso i grandi volti del calcio iberico che tra il 2008 e il 2012 hanno conquistato l’Europa e il mondo. Calciatori come Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, David Villa, hanno abbandonato i colori della nazionale, lasciando spazio alle giovani promesse. A far scalpore sta volta è stata soprattutto la scelta del commissario tecnico, Luis Enrique, di lasciare a casa gli spagnoli del Real Madrid. Fuori il leader e capitano Sergio Ramos, Daniel Carvajal e Nacho Fernandez. 

Sergio Ramos

In merito all’assenza di Ramos il ct delle furie rosse ha detto che è stata una decisione presa di comune accordo col calciatore dei merengues. «Si merita una menzione speciale, perché è il nostro capitano. Da gennaio non ha potuto competere nelle condizioni adeguate, e non si è potuto nemmeno allenare in gruppo. Non è stato facile, gli ho comunicato la mia decisione ieri sera in una conversazione telefonica educata e corretta, con grande rispetto reciproco, il cui contenuto ovviamente non rivelerò. È stato difficile e duro, ho meditato a lungo e mi dispiace, perché ha sempre aiutato la nazionale e magari lo farà ancora in futuro. È una scelta complicata ma io cerco il beneficio della squadra e del gruppo». 

Pedri

Occhi puntati su: Pedro Gonzalez Lopez, noto come Pedri, è un giovane calciatore classe 2002 che gioca per la nazionale spagnola e per il Barcellona. Non ha ancora la patente eppure è già un professionista affermato ad alto livello. Il giornale sportivo Marca dice di lui che «Non è Iniesta ma gli assomiglia». Pedri ha un tocco sopraffino, tecnico, elegante, con ottimi tempi di inserimento e intelligente tatticamente. Ad accorgersene fin da subito è stato l’ex allenatore del Barcellona, Ronald Koeman. L’olandese subito dopo la prima amichevole giocata da Pedri contro il Nastic Tarragona il 12 settembre 2020 è stato categorico con la dirigenza blaugrana, esprimendo la volontà di tenere a tutti costi il 18enne di Tegueste. Pagato cinque milioni al Las Palmas ora il giovane Pedri ha fatto schizzare il proprio valore nel mercato calcistico, toccando quota 70 milioni di euro.

SVEZIA – Ct. Sebastian Larsson

La Svezia perde il suo uomo di punta e capitano: Zlatan Ibrahimovic. Il numero 11 del Milan il 9 maggio scorso, nel match di campionato contro la Juventus, si è infortunato al ginocchio. Dopo oltre un mese la situazione pare non essere migliorata e la preoccupazione in casa rossonera aumenta di giorno in giorno. Questo infortunio ha significato l’esclusione dello svedese dai giochi europei. Se da una parte Zlatan ha perso l’opportunità di brillare in Europa a 39 anni, la nazionale svedese ha perso un grande punto di riferimento.

Zlatan Ibrahimovic

Ad appesantire l’aria è stata anche l’assenza di Dejan Kulusevski e Mattias Svanberg . Il centrocampista della Juventus e quello del Bologna sono risultati entrambi positivi al Covid a pochi giorni dall’inizio della competizione. «Speriamo che Dejan possa rientrare in squadra dopo la partita contro la Spagna», ha detto il commissario tecnico svedese, Sebastian Larsson. Tra gli scandinavi già noti al panorama calcistico italiano c’è anche Albin Ekdal, centrocampista della Sampdoria e vecchia conoscenza della Serie A. La Svezia non è di certo una squadra da sottovalutare. Alla guida ha lo stesso tecnico dal 2016. Larsson, infatti, è un massimo esperto del calcio svedese, non essendo mai uscito dai confini territoriali del proprio Paese in qualità di allenatore. In passato ha allenato club come Laholm, Halmstads, Orgryte e Norrkoping e collezionato con la nazionale 59 partite da commissario tecnico. Nel 2018 c’era lui alla guida quando la Svezia eliminò l’Italia alle qualificazioni per i mondiali svolti in Russia. Un team ostico che ha raggiunto risultati degni di nota nel 1992 con la semifinale e nel 2004 con i quarti di finale. Agli ultimi europei, nel 2016, invece, non è andata oltre la fase a gironi. 

Emil Forsberg

Occhi puntati su: Emil Forsberg. Il 29enne di Sundsvall seppure non più giovanissimo calcisticamente parlando è uno dei giocatori svedesi da tener d’occhio. La grande stagione disputata in Bundesliga con il Lipsia ne è la prova. L’esterno in questa annata ha messo a segno sette gol in 29 presenze, più diversi assist. Non va dimenticato il suo gol in Champions League contro il Paris Saint Germain che è valso alla squadra tedesca una vittoria prestigiosa. In nazionale Forsberg vanta 58 presenze con nove centri, il calciatore ideale per cogliere l’eredità di leader nello spogliatoio scandinavo, in assenza di Zlatan. 

POLONIA – Ct. Paulo Sousa

«L’obiettivo è superare il girone: questo è un match chiave». Paulo Sousa esprime tutta la sua carica per questi Europei e per l’imminente partita contro la Slovacchia. Il ct è seduto sulla panchina polacca da sei mesi e guarda a questa competizione come una grande occasione di crescita. «In ogni momento della partita vogliamo essere protagonisti, su questo abbiamo lavorato nel nostro processo. Ma se si guarda sul dizionario, il processo ha un inizio ma non ha mai una fine», ha proseguito il tecnico. La nazionale biancorossa dovrà fare a meno di due pilastri per l’attacco, Arkadiusz Milik e Krzysztof Piątek. Entrambi si sono infortunati. Il primo ha rimediato una lesione alla cartilagine del ginocchio sinistro mentre il secondo una frattura alla caviglia. A colmare il vuoto lasciato dai due numeri 9 ci sarà il miglior calciatore del 2020, Robert Lewandowski. Il 32enne di Varsavia anche in questa stagione ha giocato ad alti livelli, mettendo a segno 41 reti e andando al comando della classifica mondiale dei capocannonieri. Undici gol in più di Leo Messi e 12 in più di quelli realizzati da Cristiano Ronaldo. Inoltre l’attaccante del Bayern quest’anno ha anche vinto la Bundesliga, facendo spazio nel suo palmarés all’ennesimo trofeo. 

La Polonia è la principale candidata alla conquista del secondo posto, dietro alle furie rosse. Può contare su un gruppo solido, con diversi talenti e calciatori con esperienze internazionali come Wojciech Szczesny, Bartosz Bereszynski e Piotr Zielinski. Superare i gironi è l’obiettivo primario. Mentre il sogno sarebbe quello di eguagliare o migliorare il risultato raggiunto nel campionato europeo del 2016: i quarti di finale. La mente dei più nostalgici va anche al terzo posto conquistato nei mondiali del 1974 e 1982 e l’oro olimpico del 1972.

Occhi puntati su: Kacper Kozlowski. Una menzione speciale va a Kacper Kozlowski, 17enne, nato il 16 ottobre 2003 a Koszalin. Se dovesse entrare in campo diventerebbe il più giovane mai schierato in un Europeo, scalzando il record di Jude Bellingham, che ha appena esordito con la nazionale inglese a soli 17 anni e 349 giorni. Kozlowski è un trequartista che può abbassarsi anche come mediano. Gioca per il Pogon Szczecin con cui ha disputato 20 partite e realizzato tre assist e un gol. Alto 182 centimetri e con un valore di mercato di cinque milioni, è un talento puro destinato a incidere nel calcio che conta. 

SLOVACCHIA – Ct. Stefan Tarkovic

«Ero uno slovacco fiero e lo sono ancora adesso». Commenta così la nuova avventura a Euro 2020 l’allenatore della nazionale slovacca, Stefan Tarkovic. Promosso in prima squadra, dopo gli Europei del 2016, vissuti come assistente in panchina, ora Tarkovic è pronto per questa esperienza da protagonista. Il tecnico ha già detto che potrà contare su tutta la squadra ad eccezione dell’attaccante Ivan Schranz. «Gli altri sono in buona forma e motivati, credo che lo dimostreremo nella partita d’esordio», ha dichiarato il mr.

Marek Hamsik

A portare in alto la bandiera slovacca in campo ci sarà sicuramente una vecchia conoscenza del calcio italiano: Marek Hamsik. Dopo aver saltato le ultime amichevoli per un infortunio al polpaccio, il capitano della nazionale è pronto a rientrare sul terreno di gioco. Nel 2019 aveva lasciato Napoli dopo 12 stagioni, regalando un ottimo ricordo ai tifosi partenopei e distinguendosi sempre per l’estremo fairplay dimostrato in campo. Da quando ha abbandonato l’Italia si sono un po’ perse le sue tracce. Prima è andato a giocare in Cina per il Dalian Pro, poi si è trasferito all’IFK Göteborg dove ha disputato solo 6 partite e segnato un gol. Ad oggi, invece, è un calciatore del Trabzonspor con cui ha appena firmato e inizierà la prossima stagione. «Abbiamo lavorato molto per arrivare fin qui e non vediamo l’ora di iniziare. Per noi è una grande sfida», ha affermato il ct. «La Polonia e in alto nel ranking Fifa e noi siamo outsider, ma credo che le squadre siano di livello simile. Un buon inizio è sicuramente importante, ma nel 2016 in Francia abbiamo perso la prima partita contro il Galles e siamo comunque riusciti a qualificarci». Mr Tarkovic potrà contare su un buon organico. In rosa ci sono anche alcuni calciatori che militano in serie A, Juraj Kucka, Milan Skriniar, Stanislav Lobotka e Lukas Haraslin. 

Ondrej Duda

Occhi puntati su: Ondrej Duda. Classe 1994, 26 anni di Snina, Ondrej Duda può sfruttare Euro 2020 come vetrina. Il centrocampista del Colonia ha giocato un’ottima stagione in Bundesliga, collezionando 32 presenze, sette gol e sei assist. Duda con le sue prestazioni è stato uno dei pochi del Colonia a salvarsi. La squadra biancorossa, infatti, ha chiuso questa annata al terz’ultimo posto in classifica, riuscendo a evitare di retrocedere grazie allo spareggio vinto contro il Kiel. Si tratta di un giocatore completo che può controllare la manovra di gioco e dettare i tempi sia come centrocampista centrale che come trequartista, con il vizio del gol. Il suo valore di mercato attuale è di otto milioni di euro.

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