Gli eroi di Belgrado

Contro ogni pronostico, l’Italia ha battuto la Serbia nella finale del Preolimpico e vola ai Giochi per la prima volta in 17 anni

Nella sala stampa della Hala Aleksandar Nikolic, il palazzetto dello sport di Belgrado, l’allenatore della nazionale italiana di basket Meo Sacchetti parla ai microfoni con quel poco di voce che gli è rimasto: «Sono davvero felice perché ho visto i miei giocatori che sono scesi in campo con la giusta concentrazione e con gioia. Sono i giocatori che fanno grande un allenatore e quindi il merito è soprattutto loro. Io ho cercato di mettere tutti a loro agio. Tutto però è partito dalla chimica creata dai ragazzi. Si vedeva quel qualcosa di particolare in questo gruppo». A fianco a lui Achille Polonara, lo sguardo provato e la retina del canestro intorno al collo, aggiunge: «Siamo molto felici: torniamo alle Olimpiadi dopo 17 anni».

Da quell’argento ad Atene 2004, il basket italiano ha vissuto un lungo periodo di magra, pur contando sulla prima generazione di giocatori capaci di imporsi nella Nba. In questo Preolimpico non c’erano né Marco BelinelliDanilo Gallinari, così come due elementi di assoluto valore come Daniel Hackett e Luigi Datome. Melli e Mannion, gli unici della rosa azzurra a giocare oltreoceano, lì hanno un ruolo da comprimari. E alla fine, presentandosi come vittima sacrificale della Serbia padrona di casa, l’Italia regala un’impresa storica e vince 102-95. Con gli uomini meno attesi, che trovano l’intesa perfetta nel migliore momento possibile.

«Abbiamo giocato con grande intensità e un paio di miei compagni hanno giocato una gara incredibile guidandoci alla vittoria, ma ogni componente della squadra, anche chi non ha giocato, ha contribuito a costruire il nostro muro», ha detto Melli dopo la sirena finale, «Ho sempre detto ai ragazzi che avevamo una chance perché non avevamo paura di nessuno e ce la siamo presa». L’Italia ha fatto capire fin da subito ai 4000 tifosi serbi nel palazzetto di non essere lì per fare da sparring partner. Si parte subito avanti sul 16-7, per chiudere 28-22 il primo quarto. La Serbia reagisce: Danilo Andjusic segna 11 punti in un minuto e mezzo, portando i suoi sul 36-32, massimo vantaggio della partita. Nel momento più complicato, l’Italia infila un contro-parziale di 25-9, chiudendo il primo tempo avanti sul 57-45, chiuso da una tripla sulla sirena di Alessandro Pajola. La nona, di una prima frazione strepitosa per gli Azzurri a livello offensivo. Al rientro dopo la pausa questo momentum favorevole non si esaurisce, tutt’altro. Un’altra tripla di Pajola regala il +24: avanti 73-49, la partita diventa un’ansiosa attesa della sirena finale.

Perché la Serbia ci prova anche a rientrare. Nell’ultimo quarto la difesa italiana lascia qualche spiraglio in più e gli avversari segnano con più facilità. Ma appaiono comunque troppo nervosi e confusi nelle scelte. Non aiutano le prestazioni opache dei loro uomini migliori, Nikola Kalinic, Nemanja Bjelica, Vasilije Micic (uscito per infortunio nel terzo quarto) e soprattutto Milos Teodosic, fresco campione d’Italia con la Virtus (solo 5 punti e 1/8 al tiro). Il contrario per gli Azzurri, che restano sul pezzo dall’inizio alla fine e fanno capire agli avversari che la rimonta, per stasera, è un’utopia. Come quando Stefano Tonut ruba palla a Teodosic e schiaccia con decisione dopo un coast-to-coast. O come quando, a quattro dalla fine, Polonara regala il +16 con una tripla da nove metri allo scadere del possesso, la sesta su otto tentativi. «Mettila Achille!», urla Matteo Soragna dalla cabina di commento. Per lui, protagonista della spedizione ad Atene, l’emozione di raccontare questa impresa è palpabile. La Serbia risale comunque fino al -7 ma sull’ultimo tentativo, sfociato in una palla persa da Kalinic, si chiude la contesa. Comincia qui la festa per l’Italbasket.

Stefano Tonut with no regard for human life

L’Italia è arrivata a questo Preolimpico con aspettative relativamente basse. La Serbia padrona di casa del torneo veniva data come grande favorita, anche senza due stelle come l’MVP dell’ultima stagione di Nba Nikola Jokic e Bogdan Bogdanovic, impegnato nelle finali di Eastern Conference con gli Atlanta Hawks. La stessa squadra di Danilo Gallinari, costretto a dare forfait assieme ad altre colonne Azzurre come Belinelli e Datome. Entrambi impegnati fino a tre settimane fa nelle finali scudetto tra Milano e Virtus Bologna (vinte dalle Vu Nere), dove non erano parsi al massimo della forma. Questo Preolimpico non era cominciato nemmeno troppo bene: dopo il 20-0 a tavolino contro il Senegal (ritirato a causa di un focolaio di Covid), l’Italia si è ritrovata sotto di 17 nella partita successiva, contro Portorico. Lì è arrivata una reazione di squadra, poi ripetuta nella semifinale con la Repubblica Dominicana e infine contro la Serbia. L’Italia ha trovato i proprio leader in Simone Fontecchio (campione di Germania quest’anno con l’Alba Berlino), Polonara e Nico Mannion. Quest’ultimo, classe 2001 e miglior marcatore di serata con 24 punti, ha dimostrato di essere il playmaker che da anni mancava al basket italiano. Rapido nelle penetrazioni a canestro e furbo a guadagnare tiri liberi nel quarto quarto (9/9 dalla lunetta a fine partita), per limitare il rientro dei serbi. I margini di crescita sono notevoli e giocare ai Golden State Warriors non può che aiutarlo, specie se a prenderlo sotto la sua ala c’è un campione come Stephen Curry.

Sguardo a Tokyo – Meo Sacchetti è stato molto bravo a trovare l’amalgama perfetta per un gruppo di valore ma senza elementi di spicco. Come ha ricordato su Twitter il giornalista di Sky Sport Alessandro Mamoli, fin dal suo insediamento come c.t. il sogno, per lui, era la cerimonia di apertura di Tokyo. Ma come per questo Preolimpico, non ci accontenterà di partecipare. Nel girone l’Italia affronterà Germania, Australia e Nigeria. Al gruppo potrebbe aggiungersi anche Gallinari, come ha dichiarato poco prima della palla a due con la Serbia. Il quadro diventerà più chiaro martedì 6 luglio, quando verrà pubblicata la lista dei 12 che andranno a Tokyo. Con loro la spedizione Azzurra arriva a 384 atleti, mai così tanti nella storia dei Giochi.https://imgflip.com/embed/5fi23p

Qui Mike Breen avrebbe sicuramente lanciato uno dei suoi «bang»

Le reazioni – In tanto hanno voluto commentare la vittoria dell’Italbasket a partire dal presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Gianni Petrucci: «Una vittoria fantastica, merito di Meo Sacchetti e del suo staff. Ringrazio tutto il mondo del basket che ci è sempre stato vicino. La pallacanestro italiana meritava una gioia così grande». Parole di stima arrivano anche dagli Azzurri del calcio: «Grandissimo gioco, grandissima Italia» ha twittato il c.t. Roberto Mancini, seguito a ruota dal difensore Giorgio Chiellini. Con loro si sono unite anche svariate personalità dello spettacolo, dell’arte e della politica, fino all’astronauta Luca Parmitano: «Che emozioni, ragazzi: gioco perfetto, un cuore azzurro condiviso. Siamo con voi battito per battito!».

(articolo pubblicato originariamente su La Sestina)

Pubblicato da Filippo Errico Verzè

Credo ferventemente che i sogni infantili si possano avverare. Il mio era, ed è, fare giornalista sportivo, all’incirca da quando ho capito di essere troppo scarso per fare il calciatore. Che altro? Ci sarebbe una conoscenza quasi enciclopedica dei Simpson, Griffin e affini, e la ferma convinzione che un live degli Swedish House Mafia non abbia nulla da invidiare ad un concerto di Mozart.

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